Eventi

States of Uncertain Domesticities

Presentazione del catalogo della mostra al Museo Carlo Bilotti, curata da Alba D’Urbano e Ada Lombardi

Condividi su:
Quando: 09/11-09/11/2026
Ore 17:30
Dove: Aula Magna "Lea Mattarella", Accademia di Belle Arti di Roma, Via Ripetta 222, Roma
La partecipazione alla conferenza è cumulativa per il raggiungimento di CFA (quattro conferenze corrispondono a 1CFA).

La mostra è stata aperta dal 19 settembre all’8 novembre 2026, presso il Museo Carlo Bilotti, Aranciera di Villa Borghese. La mostra internazionale e itinerante è approdata a Roma per approfondire il tema della “casa” e dell’“abitare” sotto una lente femminista, politica e sociale, ponendo la ricerca contemporanea in dialogo con la storia e l’identità della città.

Intervengono:
Prof.ssa Dalma Frascarelli, Direttrice Accademia di Belle Arti di Roma
Prof.ssa Cecilia Casorati. Già Direttrice Accademia di Belle Arti di Roma
Dott.ssa Federica Pirani, Direttrice del Patrimonio Artistico delle Ville Storiche di Roma
Prof. Guglielmo Gigliotti, redattore de “Il Giornale dell’Arte”
Dott.ssa Barbara Leda Kenny, Presidente della Casa Internazionale delle Donne di Roma
Prof.ssa Luana Perilli, artista

Le curatrici Alba D’Urbano e Ada Lombardi.

Il catalogo sarà distribuito gratuitamente durante l’evento.

Si è svolta dal 19 settembre all’8 novembre presso il Museo Carlo Bilotti,  Aranciera di Villa Borghese di Roma la mostra “States of Uncertain Domesticities”, a cura di Alba D’urbano e Ada Lombardi. All’Accademia di Belle Arti di Roma si presenta lunedì 9 novembre, alle 17.30, nell’Aula Magna “Lea Mattarella” il catalogo.

Dopo Berlino (Haus. Kunst. Mitte.) e Brno (Dům umění města Brna), la nuova edizione del progetto ha proposto un’ampia riflessione sul significato dell’abitare, arricchendosi di nuovi contenuti legati all’eredità culturale del territorio ospitante.

A cura di Alba D’Urbano e Ada Lombardi, l’esposizione è stata promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzata dal Comitato Roma Radici in collaborazione con l’Institut fur Auslandsbeziehungen (IFA) di Germania, dell’Accademia di Belle Arti di Roma, della Casa Internazionale delle Donne di Roma e del museo straniero House of Arts di Brno. Con il sostegno della Galleria Emmeotto di Roma, del museo straniero di Haus Kunst Mitte di Berlino e delle Residenze di Artisti Qwatz di Roma, e con il libero patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania,  e di Altritalia Ambiente. Servizi museali a cura di Zètema Progetto Cultura.

Il progetto è nato dall’interrogativo su cosa significhi oggi sentirsi a casa e se sia ancora possibile, in un’epoca segnata da migrazioni, crisi ambientali, trasformazioni sociali e precarietà, considerare la dimensione domestica come un luogo di protezione, identità e appartenenza. Ispirandosi alle riflessioni di Gaston Bachelard ed Emanuele Coccia, la mostra affronta il tema dell’abitare come esperienza fisica, emotiva, culturale e politica dove la casa non è soltanto uno spazio architettonico, ma luogo della memoria, delle relazioni, della cura e della costruzione dell’identità. Un importante riferimento del progetto è Womanhouse (1972), la storica mostra ideata da Judy Chicago e Miriam Schapiro, che per la prima volta ha affrontato il tema della casa da una prospettiva femminista, mettendolo in relazione con il ruolo sociale della donna e con il lavoro domestico e di cura.

Attraverso linguaggi poetici, critici e talvolta ironici, le opere selezionate hanno condotto il visitatore dal microcosmo della casa alle grandi questioni sociali e politiche del presente, offrendo una riflessione sull’abitare contemporaneo nelle sue molteplici declinazioni. I lavori esposti esplorano la casa come rifugio e come corpo, il rapporto con la maternità e il lavoro di cura, la violenza domestica, la perdita della casa causata da guerre, migrazioni e disastri ambientali, fino ai temi della gentrificazione e della sostenibilità dell’abitare. Il percorso invita inoltre a riflettere sulla Terra come casa comune e sulla responsabilità collettiva nei confronti del pianeta. 

L’edizione romana del progetto, in particolare, si è confrontata con l’identità storica e culturale della città ampliando la riflessione sull’abitare attraverso due archetipi fondamentali: la natura come prima dimora dell’uomo e la domus romana. Da un lato, gli horti delle ville romane – luoghi dell’otium e della contemplazione filosofica – sono concepiti come rifugio privilegiato rispetto alla vita pubblica, diventando il punto di partenza per interrogarsi sul rapporto tra essere umano e ambiente, mentre la domus viene riletta come spazio di identità, memoria e relazioni. Questi temi trovano espressione nelle opere delle artiste e degli artisti romani presenti in mostra, creando un dialogo tra la ricerca contemporanea e la straordinaria eredità culturale di Roma.

Nel delineare questo confronto aperto sul significato della casa e sulle sue trasformazioni negli ultimi decenni, l’esposizione si è articolata in circa 30 opere, tra video , pitture, sculture, fotografie e installazioni, di artiste e artisti internazionali appartenenti a generazioni e contesti differenti: Tina Bara (DE) e Alba D’Urbano (IT/DE), Ina Bierstedt (DE), Frauke Boggasch (DE), Libia Castro (ES) e Ólafur Ólafsson (IS), Primarosa Cesarini Sforza (IT), Kathryn Cornelius (US), Alba D’Urbano (IT/DE) e Andreas Grahl (DE), Maria Ezcurra (AR/MX), Inés Fontenla (AR/IT), Gluklya (RU), Thorsten Kirchhoff (DK/IT), Maud Kotasová (CZ), Loredana Longo (IT), Stefania Migliorati (IT), Daniela Monaci (IT), Cornelia Friederike Müller (DE), Anguezomo Nze Mba Bikoro (GAB/FR), Luana Perilli (IT), Nika Radić (HR), Suzanne Santoro (US/IT), Selma Selman (BA), Jakub Šimčik (CZ), Molly Soda (PR), Anna Witt (DE).

Alla Galleria Emmeotto in via di San Pantaleo 66, dal 3 ottobre al 27 novembre 2026, a cura della stessa Ada Lombardi è stata ospitata una sezione dedicata alle artiste e agli artisti presenti in mostra e attivi sul territorio romano: Primarosa Cesarini Sforza (IT), Thorsten Kirchhoff (DK/IT), Inés Fontenla (AR/IT), Daniela Monaci (IT) e Luana Perilli (IT). 

Testi in catalogo: Claudio Parisi Presicce, Sovrintendente Capitolino, Cecilia Casorati Direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Roma, Barbara Leda Kenny Presidente della Casa Internazionale delle Donne, Guglielmo Gigliotti, redattore di “Il Giornale dell’Arte” e critico d’arte, Alba D’Urbano, curatrice della mostra e Ada Lombardi, curatrice della mostra.

Immagine della locandina : Kathryn Cornelius Resolve, 2005; HD, Videoloop, audio/HD, video loop, sound; 11:46. Courtesy the artist

roma capitale logo  musei in comune logo

Potrebbe interessarti anche:

Saturday
07 November
This site is registered on wpml.org as a development site. Switch to a production site key to remove this banner.